Ti è successo Niki? hai mai perso qualcuno?
Certo, vorrei che nessun dolore di questo tipo ti avesse mai sfiorata. Ma non posso esserne sicuro.
Allora provo a immaginarti. Mentre apri le porte di casa e cerchi nelle stanze. Cerchi chi non c'è più. Osservi una foto con qualcuno che cammina di schiena e saluta con la mano. Come se sapesse quel qualcosa che tutti conosciamo e dimentichiamo in fretta. T'immagino vedere quello che c'era e non ciò che c'è. Vedi te e lui, o lei, non so, quando insieme mordevate la vita come fosse una torta al lampone, sporcandovi di felicità e sconfitte, di volontà e progetti.
Ho imparato che si dovrebbe sorridere per quello che è stato e non soffrire per quel che non sarà più. Ma c'è un momento, non so quanto duri, in cui questo non è ancora possibile. In cui senti solo quel terribile vuoto. In cui intrecci le corde che tirano su la tua anima come un sipario. E allora il tendone di velluto si solleva e tutto guardano sul palco. Ma l'attore non entra. Non più.
Perché quel qualcuno è già altrove. Una nuvola bianca che in cielo gioca a spartirsi l'azzurro con le altre sorelle. Un arcobaleno invisibile che puoi disegnare senza matite e farlo storto quanto ti pare.
Tronchi secchi al vento di una passeggiata nel bosco, rumore delle gocce nella pioggia forte d'inverno, rumore del guscio d'una noce che si frantuma, rumore dell'onda quando colpisce a tradimento la schiena prima di un tuffo. In tutto questo c'è chi se n'è andato. Sempre.
Certo, vorrei che nessun dolore di questo tipo ti avesse mai sfiorata. Ma non posso esserne sicuro.
Allora provo a immaginarti. Mentre apri le porte di casa e cerchi nelle stanze. Cerchi chi non c'è più. Osservi una foto con qualcuno che cammina di schiena e saluta con la mano. Come se sapesse quel qualcosa che tutti conosciamo e dimentichiamo in fretta. T'immagino vedere quello che c'era e non ciò che c'è. Vedi te e lui, o lei, non so, quando insieme mordevate la vita come fosse una torta al lampone, sporcandovi di felicità e sconfitte, di volontà e progetti.
Ho imparato che si dovrebbe sorridere per quello che è stato e non soffrire per quel che non sarà più. Ma c'è un momento, non so quanto duri, in cui questo non è ancora possibile. In cui senti solo quel terribile vuoto. In cui intrecci le corde che tirano su la tua anima come un sipario. E allora il tendone di velluto si solleva e tutto guardano sul palco. Ma l'attore non entra. Non più.
Perché quel qualcuno è già altrove. Una nuvola bianca che in cielo gioca a spartirsi l'azzurro con le altre sorelle. Un arcobaleno invisibile che puoi disegnare senza matite e farlo storto quanto ti pare.
Tronchi secchi al vento di una passeggiata nel bosco, rumore delle gocce nella pioggia forte d'inverno, rumore del guscio d'una noce che si frantuma, rumore dell'onda quando colpisce a tradimento la schiena prima di un tuffo. In tutto questo c'è chi se n'è andato. Sempre.
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